VANGELO DOMENICA 12 Agosto 2018 - Gv 6, 41-51 Dal Vangelo secondo Giovanni

VANGELO DOMENICA 12 Agosto 2018 - Gv 6, 41-51 Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, i Giudei si misero a mormorare contro Gesù perché aveva detto:

 

«Io sono il pane disceso dal cielo».

 

E dicevano:

 

«Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui non conosciamo il padre e la madre? Come dunque può dire: "Sono disceso dal cielo"?».


Gesù rispose loro:

 

«Non mormorate tra voi. Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: "E tutti saranno istruiti da Dio". Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna.
Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia.
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».

Il Parroco lascia la parrocchia: va in pensione per raggiunti limiti di età

Il Parroco lascia la parrocchia: va in pensione per raggiunti limiti di età
La notizia si diffonde in un baleno con sentimenti alterni. Il senti- mento profondo del parroco è quello di ringraziare il Signore per i 52 anni di sacerdozio, dono della Provvidenza, vissuti in settori vitali della Chiesa: dalla formazione del clero alla vita pastorale seguendo con semplicità gli esempi dei grandi educatori e l’esempio di pastori, senza frivolezze enfatiche, che hanno insegnato ad amare la Chiesa e la Chiesa concreta fatta di persone. Ho sempre salutato tutti e non ho mai imposto le proprie idee, chiedendo “per favore” anche al piccolo ministrante. Legato da vincoli sacramentali ai vescovi di Otranto, soprattutto a mons. Pollio che è stato per tutti padre e maestro. Nell’ufficio parrocchiale ho fatto mettere una bella foto sorridente del vescovo martire, nei momenti di difficoltà e sono stati tanti, mi ha sempre incoraggiato. Ho un vivo e grato ricordo dei due parroci: mons. Podo e mons. Tundo. Mons. Podo austero quasi inavvicinabile, si direbbe oggi, scontroso (non era così); ricordo un rimprovero. Alla mia timida reazione (educata e rispettosa)mi dice non sono io mi indica un sacerdote della Collegiata, lo stesso che nel giorno della mia ordinazione sacerdotale si preoccupava dire che era dispiaciuto che gli avrei tolto qualche ora di insegnamento della religione. Questo non avvenne. E se ho insegnato all’Istituto Dicagno-Abrescia di Bari per alcuni anni è stato perché chiamato e, di questo sono grato al padre Rodolfo Bozzi sj. Al nuovo parroco giovane, entusiasta, preparato gli auguri più sinceri. Il tre agosto ho ripetutamente telefonato per esprimergli i miei sentimenti, nel tardo pomeriggio abbiamo parlato per telefono e gli ho assicurato la mia preghiera che puntualmente recitiamo con tutti i fedeli nelle messe feriali e festive, gli ho anche augurato di essere il parroco della comunità, la parte non contiene i valori, le ansie, le ricchezze dell’intera comunità.
                                                                     Don Aldo Santoro